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09/07/2014

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By Giorgio Cassiadoro

4° Raduno Brigata Cadore
22/08/2013

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Video Antennatre Nuova Sede Sezionale
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Raduno Triveneto 2011
06/10/2010

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Comunicazione del Presidente della Commissione Legale
1° Raduno Brigata Cadore
IL PRIMO RADUNO DELLA “CADORE”
17-18-19 settembre 1999
 
I Reparti della “Cadore”
 
La sfilata

  
 
 
Il comitato organizzatore ha lavorato con passione ed impegno per tanti mesi. I problemi da risolvere nascevano ogni giorno; l’ansia, la paura, la preoccupazione che qualche cosa non funzionasse erano presenti in noi quotidianamente, per poi svanire del tutto domenica 19 settembre 1999.
Il risultato è stato esemplare: oltre 6.000 Alpini hanno sfilato per Piazza dei Martiri ed altrettanti erano schierati lungo il percorso e tutto si è svolto senza problemi e senza incidenti. Tutti i particolari erano stati studiati nei minimi dettagli: la predisposizione dei parcheggi e la viabilità presidiata dalla Protezione Civile, il servizio d’ordine, i collegamenti radio, i posti di ristoro, il montaggio e lo smontaggio delle attrezzature.
Numerose le altre iniziative messe in atto per il raduno:
  • La mostra fotografica e di cimeli militari ricavata nel palazzo della Provincia;
  • La mostra filatelica con annulli e cartoline con motivi alpini al Centro Giovanni XXIII;
  • L’annullo postale speciale con trittico di cartoline;
  • Il conio di una medaglia ricordo con un verso il rifugio del Visentin;
  • La pubblicazione con la storia della Divisione Alpina Punteria;
  • L’allestimento con cucine da campo dei nostri Gruppi di due posti ristoro con relativi capannoni e mensa: in   Piazza Duomo con cucine trasportabili dei vigili del fuoco e al Parco Bologna;
  • Il concerto di quattro cori al Palazzetto dello Sport.
 Ci piace riportare l’articolo che un alpino di “quota zero” ha scritto su questo raduno della Brigata Alpina “Cadore” che ebbe tanta risonanza: un avvenimento visto cioè da uno “di fuori”, ma tanto alpino:
La visita al centro storico della città, poi, ha fatto riaffiorare vecchi ricordi, mentre in una specie di libera uscita collettiva, passeggiavamo fra i palazzi antichi magnificamente tenuti, ritroviamo le caratteristiche piazzette sempre piacevoli da ammirare, godevamo della cordialità della gente. Dopo cena abbiamo cercato il nostro amico alpino fotografo Bepi Zanfron, il fotografo del Vajont, che il giorno prima aveva inaugurato una sua esposizione fotografica al Palazzo della Provincia. Lo abbiamo trovato indaffaratissimo vicino al suo studio, sempre con la macchina fotografica pronta, siamo andati con lui a bere un’ombra in uno dei tendoni allestiti per l’occasione nel parco cittadino. Qui in mezzo ad una marea di alpini, c’era la banda di Borsoi d’Alpago che, su caloroso invito di Zanfron, si è esibita nel tradizionale repertorio della musica alpina.
La banda suonava e gli alpini, sempre numerosi, la accompagnavano cantando: uno spettacolo fatto dalla bravura del complesso musicale e dall’entusiasmo dei presenti. La festa continua con l’arrivo del presidente nazionale Parazzini e del presidente della Sezione di Belluno, Franco Patriarca, del presidente della Sezione di Bari, Vito Perugine e di numerosi consiglieri nazionali e della Sezione di Belluno, tutti reduci dalle cerimonie ufficiali del pomeriggio, l’alloro ai caduti, al 7° Alpini e alla caserma Salsa, il ricevimento in Municipio.
L’abbraccio di Belluno ai “suoi” alpini si è ripetuto domenica mattina, con la sfilata partita dal grande piazzale antistante lo stadio. Ed è cresciuto il numero degli alpini che sono arrivati da tutto il Triveneto per il raduno annuale (ma non solo perché vi hanno partecipato rappresentanze provenienti da altre regioni d’Italia e dalla Svizzera e Belgio).
Per strada, più che ci si avvicinava al luogo del raduno, più le file che si radunavano si andavano ingrossando. Non c’era la tristezza di quel 10 gennaio 1997, quando negli stessi luoghi si erano ritrovati per assistere allo scioglimento della nostra Brigata e salutare per l’ultima volta le nostre Bandiere:ora c’era  la vivacità e la voglia di testimoniare, con la nostra presenza, che la “Cadore” è ancora viva  e presente.
Lo sfilare per reparti di rappresentanza ci ha permesso di ritrovare i vecchi amici del tempo della naja. I primi momenti sono stati un po’ incerti, qualche chilo di troppo e qualche capello di meno rendevano, forse, difficile riconoscerci a prima vista, ma poi un caloroso abbraccio e via ai tanti ricordi. Come quelli scambiati con i due sergenti, ora marescialli, che a suo tempo mi hanno insegnato il “mestiere”. Poi l’altoparlante ci ha dato il segnale di partenza e la sfilata ha preso il via attraverso la città.
Quaranta vessilli di Sezione, 350 gagliardetti dei Gruppi, la fanfara della “Julia”.
Più ci si avvicinava a piazza dei Martiri e più aumentavano, ai lati del percorso, le persone che salutavano con applausi il passaggio degli alpini e gridavano “viva la Cadore”.
Ma non era la sfilata di sempre: c’era un’emozione particolare mentre la voce dello speaker (l’avv. Stefani, speaker ufficiale della sfilata nazionale) ricordava gli storici Battaglioni e i reparti di un tempo. Dal palco delle autorità salutavano il presidente nazionale Parazzini, il comandante le Truppe Alpine ten. Gen. De Salvia, i vecchi comandanti (presenti i Sindaci dei Comuni del Bellunese; ai piedi della tribuna centrale, assieme ai Vessilli delle Sezioni di Feltre, Cadore e Belluno, i gonfaloni delle tre Città che hanno dato nome ai tre gloriosi battaglioni del 7° Reggimento Alpini).
Arrivederci, “Cadore”!
 
Nerio Burba
 
 
I comandanti presenti al saluto dell’Amministrazione Comunale in municipio,
da sinistra: Giuliano Ferrari – Domenico Inecco – Italico Cauteruccio – Primo Gadia – Franco Andreis – Giorgio Donati – Antonio Nazzaro
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