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Comunicazione del Presidente della Commissione Legale
Giuseppe Rodolfo Mussoi
 GIUSEPPE RODOLFO MUSSOI
Un presidente carismatico e longevo
 
 
Il suo dono: Carissimi alpini, vi lascio una preziosa eredità:
la Sezione Alpini di Belluno. Abbiatene cura!
 
Giuseppe Rodolfo Mussoi nacque a Belluno il 3 marzo 1905 da modesta famiglia. Morì a Belluno il 15 dicembre 1987, contava 82 anni. Aveva sposato Giulia Da Rold, dalla quale ebbe tre figli, un maschio Carlo, e due femmine Mary e Lidia.
Aveva una forza di volontà eccezionale, una onestà indiscussa, “oro no se macia”, diceva; astuzia e perspicacia, unite ad una furbizia contadina, il tutto condito da una forte ambizione per perseguire quei risultati che parevano irraggiungibili.
Il sintetico profilo di Rodolfo è ben steso dai suoi due collaboratori più stretti, Bruno Zanetti e Mario Dell’Eva, che ha accompagnato la proposta al Consiglio Comunale di Belluno per il conferimento del “Premio San Martino”:
Figura esemplare di cittadino bellunese, di soldato fedele e di padre laborioso e amoroso.
Si distinse in modo particolare nei seguenti campi di attività:
già apprezzato e stimato sottufficiale dell’artiglieria da montagna per quindici anni, si guadagnò la stima dei superiori e dei colleghi, il rispetto ed un rapporto cordiale con gli artiglieri. Sempre cercato nei raduni con gioia dai vecchi commilitoni.
Per trent’anni alle dipendenze di una ditta privata di Belluno come impiegato di fiducia, profuse tutte le sue doti di capacità, di onestà e di attaccamento al dovere.
Per oltre cinquant’anni legato all’associazione nazionale alpini, prima come rappresentante delle truppe alpine in seno alla sezione, poi come segretario, quindi commissario, come vice presidente e per vent’anni presidente stimato e amato, portando il sodalizio ad oltre 6600 soci, con quaranta gruppi periferici.
E’ stato per sei anni consigliere nazionale A.N.A. ricordato tutt’ora per le sue doti di semplicità e di equilibrio. Nella sciagura del Vajont ebbe l’incarico dalla sede nazionale dell’A.N.A. di coordinare l’opera di soccorso e di sovrintendere alla consegna dei viveri e contributi da ogni parte d’Italia. Lo stesso incarico ebbe in occasione dell’alluvione del 1966 e si prodigò con tutte le sue forze per l’opera di soccorso e per portare una parola di conforto e fiducia, anche sfidando i pericoli delle interruzioni stradali. Per tale sua opera meritoria, su proposta della presidenza dell’A.N.A., il Presidente della Repubblica, “motu proprio”, lo nominò Commendatore dell’O.M.R.I.
Fu animatore, propugnatore e coordinatore della raccolta fondi, reperimento di manodopera volontaria per i cantieri di lavoro a favore dei terremotati, prima del Friuli (cantiere di Attimis) e poi dell’Irpinia (Pesopagano), meritandosi la riconoscenza dell’A.N.A., ma soprattutto degli interessati. In occasione dell’incendio di Moè di Laste si recò sul posto per portare una parola di conforto e di sostegno ai sinistrati, alpini e non alpini, interessandosi per eventuali necessità e dando vita ad una sottoscrizione fra tutti gli associati della Sezione; fu inoltre l’anima di iniziative a favore degli handicappati (carrozzella elettronica, contributo alla piscina di Cusighe e per la “Casa di accoglienza” di Listolade di Taibon) e per gli ospiti di case di riposo per anziani, oltre che per numerose altre iniziative a carattere sociale e associativo. E’, come presidente di questa Sezione, socio fondatore del Centro Italiano di Solidarietà (Ce.I.S.) di Belluno, per la quale istituzione ha dato la sua parola di solidarietà, esperienza ed equilibrio, oltre che adoperarsi per un concreto aiuto finanziario da parte degli alpini in congedo.
Nel 1947, in qualità di Commissario della Sezione Alpini di Belluno, si adoperò proficuamente presso le Amministrazioni comunali delle province di Belluno e Treviso, con circostanziato auspicio, per la ricostruzione del 7° Reggimento Alpini, che andò a buon fine ed ebbe il suggello ufficiale in piazza del Martiri nel 1954, unitamente al 6° Reggimento Artiglieria da Montagna e alla Brigata Alpina Cadore.
Mussoi diede il suo apporto di organizzatore appassionato e onesto anche nel campo dello sport:
ricoprì per lunghi anni la carica di segretario dell’A.C. Belluno; fu presidente del Sottocomitato di Belluno della Federbocce; presidente per un ventennio della bocciofila La Rondinella di Sargnano.
due anni fa gli è stata concessa l’onorificenza di Grand’Ufficiale all’O.M.R.I. per meriti associativi e civili.
Gioseppe Rodolfo Mussoi, in sostanza, tenne sempre alto il nome e il prestigio della città di Belluno, come cittadino esemplare e integerrimo ed in campo regionale e nazionale tali doti gli sono state ampiamente riconosciute e lo hanno fatto apprezzare personalmente e tenere in particolare considerazione la Sezione Alpini di Belluno che possiamo quindi considerare una sua “creatura”.
 
Mario Dell’Eva ha poi aggiunto: “Forse erano troppi i meriti da tenere in considerazione? Certo il “Premio San Martino” non gli venne assegnato. All’alpina diciamo: pazienza”.
Stampa Giuseppe Rodolfo MussoiInvia a un amico Giuseppe Rodolfo Mussoi

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