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24/05/2010
 
45° Madonnina delle penne nere

Il pellegrinaggio alla "Madonnina delle Penne Nere " sui monti dell' Alpago è giunto alla sua 45° edizione ed ha avuto anche quest' anno un enorme successo di alpini e valligiani che, grazie alla bella giornata, non hanno voluto mancare all' importante appuntamento.

Il ritrovo alla baracca degli alpini in Val De Piera alle prime ore dell'alba dove è stato allestito il campo base e poi la salita al "Sasson" salendo per il sentiero alpino dedicato a Duilio Saviane: lo sfortunato alpino di Tambre travolto da una valanga con altri sei compagni d'armi durante il campo invernale in Val Venosta.

Giunti al "Sasson" davanti alla madonnina scolpita sulla pietra dei nostri monti, si sono svolte le celebrazioni ufficiali: l' alzabandiera, i discorsi delle autorità presenti, la celebrazione della Santa messa officiata dal nostro parroco don Ezio, il ricordo dei nostri alpini "andati avanti" (quest' anno sono stati ricordati dal capogruppo Loris Bona) ed è stata collocata una targa in ricordo del nostro indimenticabile scultore alpino e reduce dal fronte Greco/Albanese Isidoro Bona, autore della madonnina.

Grande commozione ha suscitato la presenza e le parole pronunciate in questo luogo da Pierantonio Peterle: paraplegico da oltre 41 anni a causa di un grave incidente automobilistico avvenuto nel lontano 1971 quando era ancora un ragazzino dodicenne. 
Pierantonio da tempo voleva esaudire il suo forte desiderio di poter salire un giorno alla Madonnina delle Penne Nere, su questi monti dell' Alpago, ma purtroppo non ha mai potuto visitarli e poteva solo vederli dal balcone di casa o sentire gli amici che raccontavano delle escursioni e delle feste.

Gli alpini del gruppo Tambre hanno voluto esaudire questo suo desiderio, grazie anche alla collaborazone di Oscar De Pellegrin, alpino e alfiere alle prossime Paralimpiadi di Londra 2012 che si è prodigato nel trovare e mettere a disposizione una carrozzina particolare adatta per salire sui sconnessi sentieri di montagna. Non poca è stata la faticosa salita, ma gli alpini ancora una volta hanno dimostrato che con la volontà si può ottenere tutto e sono riusciti a portare fin quassù lo sfortunato amico.

Ritornati al campo base i cucinieri del gruppo A.N.A. Tambre hanno saputo ancora una volta preparare un abbondante e delizioso rancio alpino e per tutto il pomeriggio si è fatto festa. Fotogallery

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