Il Museo del 7° Reggimento

IL MUSEO


Nel museo trova spazio il materiale recuperato dalla caserma “Salsa” e consta di n. 160 armi, n. 148 cimeli vari, n. 271 documenti e n. 33 donazioni private. Tutto è stato posizionato nei locali di Villa Pat encomiabilmente ristrutturati dalla Provincia a cura del Progettista – Direttote Lavori arch. Alberto Erseghe, con la consulenza dello storico prof. Lucio Fabi e coadiuvato dal m.llo Gianrodolfo Rottasso. 


Ingresso del Museo

Attraverso un percorso di quasi un secolo e mezzo di storia, al visitatore viene raccontata la storia del 7° Alpini attraverso fotografie e documenti, armi e reperti raccolti e custoditi nel corso del tempo in quello che fu il “Museo-Sacrario” della caserma “Tommaso Salsa” di Belluno. 

Al piano terra, all’ingresso, nella reception sono stati posizionati i numerosi gagliardetti. 

 


I gagliardetti

Nella prima stanza sono esposte le divise secondo la trasformazione degli equipaggiamenti nel tempo. Nelle bacheche sono custodite le armi e il “medagliere del generale Rossi” (periodo 1911 Libia 1943). 
 


Una delle riproduzioni delle divise

Tra il vano ascensore e la scala, in analogia, quale strumento di comunicazione, è illustrata la teleferica.
Al piano superiore, un grande pannello esalta i cimiteri di guerra e i cippi ricordo. Un diorama racconta, con immagini e proclami recitati, la storia militare del 7°, dalla sua formazione all’inizio della I° Guerra Mondiale, dalla guerra in Albania alla ricostruzione del 7° nel 1954. Una piccola sezione documenta la stratificazione della trincea.
 

La seconda sala è dedicata alle fotografie; sono esposte le immagini che mostrano modi diversi nel tempo di guardare e raccontare la storia dei tempi di guerra. 

In una terza saletta trova spazio il piccolo Sacrario che raccoglie targhe e diplomi, immagini fotografiche di eventi celebrativi straordinari, libri che esaltano l’amor patrio, oggetti di valore simbolico: come l’elmetto, la spada e documenti appartenuti al comandante col. Rodolfo Psaro morto sul fronte greco-albanese l’8 dicembre 1940 e la bandiera insanguinata che avvolse il corpo morente del sottotenente Nonis caduto sullo stesso fronte. 

 


... elmetto


La bandiera macchiata di sangue

Nella quarta sala intitolata al “Ricordo e preda bellica” sono esposti gli oggetti raccolti e/o trafugati nei luoghi ove il 7° ha operato militarmente. 

La quinta stanza ospita l'archivio storico visitabile solo se accompagnati dal personale di custodia.

Tre monitor mostrano le immagini tratte dagli album fotografici:
1 – album di un ufficiale italiano che documenta la Grande Guerra sul fronte Dolomitico;
2 – album di fotografie che documenta l’azione militare di mina e conquista del Castelletto;
3 – album fotografico del btg. Uork Amba.
4 - album delle medaglie d'oro del 7° Reggimento Alpini.

Il progettista ha esemplarmente restituito la storia del 7°, “…all’interno degli eventi bellici e delle trasformazioni politiche sociali del novecento … senza cadere nel pericolo di fare di un museo la replica di un negozio di rigattiere oppure un peana della nostalgia”.
 

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