Protezione Civile ANA
LA PROTEZIONE CIVILE
DELLA SEZIONE ALPINI DI BELLUNO
 
                                                                        
                                                             
 
 
Nel 1982, sull’ispirazione dei valori associativi come il servizio dovuto alla collettività per “scelta responsabile”, alcuni soci del Gruppo Alpini di Mel costituirono le prime “Squadre antincendio A.N.A. di Mel”.
Confortati dall’interessamento del Consiglio del Gruppo, allora presieduto dal comm. Nino Sartori riuscirono, dotandosi dell’attrezzatura individuale e di squadra, a dare efficienza all’attività per lo spegnimento di incendi boschivi.
Praticamente integrate nell’attività di servizio in emergenza del Corpo Forestale dello Stato prima e del Servizio Forestale Regionale poi, si sono fatte conoscere ed apprezzare anche per la ricerca di persone lungo il Piave e in montagna dando valido supporto agli enti pubblici in occasione di calamità naturali, interventi antincendio nella Comunità Montana Bellunese ma non solo.
Alcuni componenti hanno rappresentato fin da subito la Sezione di Belluno nelle esercitazioni a livello Nazionale e Regionale acquisendo preziose esperienze (INSIEME 84 – Belluno; ANA 4 - Trieste giugno 1989; ESERCITAZIONE TAGIAMENTO - La tisana 1991; MALCESINE 1992).
Sull’esempio degli alpini di Mel anche i gruppi di Trichina dal 1985 e di Limana dal 1988, costituirono squadre operative con gli stessi obbiettivi.
 

Squadre antincendio
ANA – MEL nel decennale
 
Mentre il Governo e il Parlamento italiano predisponevano la normativa per il futuro Servizio Nazionale della Protezione Civile, a Belluno, il 27-28 ottobre 1984, la Prefettura, con la Brigata Cadore organizzava una esercitazione di Protezione Civile a livello Provinciale (INSIEME ’84); la prima nel suo genere in Italia, che prevedeva anche il concorso dei volontari A.N.A. con compiti di collegamento tra le unità della Brigata,  i sindaci e le Comunità Montane interessate.
Diverse decine di volontari erano già stati iscritti sui registri della Prefettura ma oltre cinquecento sono stati gli alpini in congedo che hanno partecipato all’esercitazione delle sezioni Cadore, di Feltre e di Belluno.
L’organizzazione preventiva aveva previsto varie fasi preliminari: il reperimento dei volontari da parte dei Gruppi – la visita medica di idoneità fornita dai medici dalla Brigata Cadore – la sottoscrizione della dichiarazione degli interessati per far parte dei volontari presso la Prefettura di Belluno (circa 150) – il controllo dei nominativi – l’avviso agli interessati e l’afflusso ai centri di raccolta o ai Comuni di competenza – il reperimento nell’Agordino di una quindicina di volontari per un esperimento nuovo con l’installazione di 10 posti di controllo e di comunicazioni via radio sulla situazione locale con apparecchi militari.
L’organigramma con il personale disponibile dell’ANA aveva previsto: al Centro Operativo della Brigata Cadore, presso la caserma Fantuzzi, Cesare Poncato (vice presidente che aveva ricevuto dal presidente  Mussoi l’incarico di occuparsi della Protezione Civile, incarico che manterrà fino al 1998),  alla Prefettura, Felice Da Rin Dalle Lode (consigliere nazionale), alla Comunità Montana di Belluno, Loris Forcellini (del consiglio di Sezione), alla Comunità Montana dell’Alpago, Federico D’Alpaos (consigliere delle Sezione), alla sede della Sezione con compiti di coordinatore, Mario Dell’Eva (segretario).
A questa prima esercitazione ne seguirono altre organizzate a vari livelli (Nazionale – Sezionale e Gruppi), che si alternarono a numerosi interventi operativi in Provincia – Italia ed Estero. (cfr i capitoli delle esercitazione e degli interventi)
Nel 1993 la sezione poteva contava già su 221 volontari iscritti nelle squadre di protezione civile.
Nel 1994 il consiglio Direttivo della Sezione di alluno approvava il regolamento, per la costituzione del primo Nucleo Volontario di Protezione Civile (Nu.Vol.Pro.Civ.) della Sezione, predisposto dal consigliere nazionale Cesare Poncato.
 
L’esercitazione Triveneta di Protezione Civile, effettuata il 25-27 aprile 1997 a Belluno, fu l’occasione per dare un nuovo assetto alla struttura organizzativa delle squadre della Sezione di Belluno: al Presidente (Mario Dell’Eva) facevano capo il Responsabile Amministrativo (Cesare Poncato) e il Responsabile Operativo (D’Incà Orazio, incarico che mantenne fino al 2004 );
 la Sezione poteva contare su circa 300 volontari suddivise in squadre operative per le zone:
SINISTRA PIAVE con 15 squadre – DESTRA PIAVE con 7 squadre -
– BELLUNO/PONTE NELLE ALPI-SOVERZENE con 6 squadre – ALPAGO con 4 squadre – LONGARONESE ZOLDANO con 4 squadre – AGORDINO con 4 squadre.
 
Nel 1998, finalmente la Regione Veneto riconobbe l’A.N.A. come associazione di volontariato e la iscrive al registro regionale del volontariato. Ma è stata una decisione straordinaria del Dirigente Regionale (motu proprio) solo per meriti acquisiti sul campo. Infatti per ben sei anni ci avevano tenuto alla porta perché la nostra era definita un’Associazione di Categoria (in sostanza non veniva accettato il nostro statuto che limita la partecipazione degli iscritti “non alpini” alle cariche associative).
Finalmente, l’iscrizione con la motivazione del dirigente regionale: “…tenuto conto delle meritevoli attività di volontariato effettuate a sostegno delle popolazioni in momenti di calamità…” metteva fine a questa discriminazione eminentemente burocratica.
Poiché nel 2004, la Sede Nazionale ha dato  ad Orazio D’Incà l’incarico di Coordinatore del Veneto e Trentino del 3° Raggruppamento (Triveneto), il presidente della Sezione di Belluno Arrigo Cadore ha chiamato Ivo Gasperin (di esperienza operativa collaudata all’interno delle squadre) ad assumere l’incarico di responsabile della Protezione Civile per la Sezione Alpini di Belluno.
 
Orazio D’Incà
Coordinatore del Veneto e Trentino per la Protezione Civile Nazionale 
 
 
 
Ivo Gasperin
Coordinatore Protezione Civile Sezionale 
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